Senza l’occupazione femminile il paese non riparte

donne al lavoroL’aumento del tasso di disoccupazione femminile a febbraio è determinato dal maggior numero di donne in cerca di occupazione; questo il dato dell’Istat secondo cui il tasso di disoccupazione delle donne è in crescita al 14,1%, mentre il tasso di occupazione scende dello 0,2 %.

Al di là dei decimali che cambiano, è chiaro che il Paese è ancora in piena emergenza riguardo alla disoccupazione. E quella femminile ha raggiunto livelli allarmanti di fronte ai quali l’indifferenza del Governo non è più accettabile. Se più della metà delle donne viene fatta fuori dal mercato del lavoro, non si può sperare che l’Italia cresca.

E’ evidente ancora una volta come il Governo Renzi non consideri una priorità il tema dei diritti delle donne. Ma qui non si tratta più di una questione esclusivamente femminile ma di una questione di competitività e di crescita di fronte alla quale il Governo dimostra tutta la sua inadeguatezza.

Le donne escono più preparate dalle nostre Università (si laureano prima e meglio degli uomini), spesso sono più efficienti sui luoghi di lavoro, fanno salti mortali per conciliare carriera e famiglia, e sono ancora discriminate e sottoutilizzate. In sostanza sprechiamo la metà del capitale umano di cui disponiamo.

Come pensiamo che il Paese possa crescere in queste condizioni?

E’ chiaro che in assenza di azioni multifattoriali e multidisciplinari in favore delle donne, e di politiche di welfare adeguate, questo quadro generale non cambierà.

E la situazione italiana fa ancor di più rabbrividire se si legge invece che rispetto a febbraio 2014, ci sono 1,547 milioni di disoccupati in meno nella Ue.