Matteo Renzi scopre che esistono i bimbi poveri

bambini poveriBen svegliato Matteo Renzi. Il Premier si è finalmente accorto che l’Italia non è il paese dei balocchi, che non tutti sono sereni e felici, che come lui stesso ha ammesso oggi, un milione di bambini è sotto la soglia di povertà. Renzi invoca anche una risposta a quest’emergenza, ma la risposta dovrebbe essere lui a darla ai bambini, alle loro famiglie e a tutte quelle persone che nel 2015, in un paese economicamente ed industrialmente avanzato come l’Italia, vivono ancora in una situazione di indigenza.

Il lavoro diminuisce, le persone non più giovani che si trovano improvvisamente disoccupate hanno serie difficoltà a ricollocarsi, ed il cuneo fiscale aumenta tra il 2013 ed il 2014 dello 0,4% toccando il livello record del 48,2% rispetto al costo del lavoro. Da uno studio effettuato da Impresa Lavoro è emerso che la pressione fiscale per i lavoratori si è ridotta solo per alcune fasce, i single a basso reddito e le famiglie con due redditi, mentre risulta in aumento per le famiglie monoreddito con figli.
Si studi una manovra, si utilizzi il “tesoretto” di cui ha parlato il Governo per andare in soccorso di questo milione di bambini e delle loro famiglie. La soluzione non è solo una scuola, elemento cardine nella crescita e nello sviluppo dei bambini e dei ragazzi, che dia le stesse opportunità a tutti, in teoria l’istruzione pubblica dovrebbe già garantire questo, ma è necessario un intervento più ampio e strutturato per far si che questo milione di bambini non diventino i nuovi poveri di domani. Non basta parlare Matteo Renzi, bisogna fare e fare per tutti partendo da chi vive i disagi maggiori.