Il buco sulle pensioni è solo la punta dell’iceberg. Chi ha remato contro l’Italia nel 2011?

pensioni1Sul tema delle pensioni, su quanto sta accadendo in questi giorni e sulla sentenza della Corte Costituzionale che ne ha bocciato il blocco della rivalutazione introdotto dal Governo Monti, occorre fare una riflessione. Un ragionamento e qualche quesito che partono proprio dal 2011 e dalla scelta dell’allora Presidente Napolitano di sostituire un governo con mandato popolare con uno di tecnici. Una scelta, quella, che ha cambiato non solo il corso democratico dell’Italia, ma anche quello economico. Non ci si può nascondere dietro un dito, non si possono addossare tutte le colpe alla crisi economica, ma bisogna chiedersi quale è stata la reazione e quali le decisioni poste in essere dall’Italia e dalle sue Istituzioni per far fronte alla crisi. Le decisioni prese dal governo dei tecnici, voluto da Napolitano e dalla sinistra, hanno prodotto dei risultati pessimi, che ancora oggi stiamo pagando.

Decisioni imposte al Parlamento sotto forma di ricatto: o si fa così,o l’Italia fallisce. Bene, i risultati purtroppo dimostrano quanto scellerate fossero quelle decisioni: nel 2012 il debito pubblico italiano è volato al 127% del Pil. La crescita è diminuita vertiginosamente e la pressione fiscale è salita a livelli insostenibili.

I risultati del governo dei tecnici, che doveva essere la panacea ai problemi dell’Italia, sono stati l’aumento della disoccupazione, il calo del Pil, l’aumento delle tasse, gli esodati e dei buchi di bilancio spaventosi come quello venuto alla luce con la questione delle pensioni.

L’adeguamento delle pensioni è solo la punta dell’iceberg di una serie di errori che non sono ammissibili in nessun caso, ma ancor meno se vengono fatti da tecnici. Chi ha preso quella decisione nel 2011, chi ha fatto tutti questi errori tanto clamorosi quanto grossolani, chi ha remato contro l’Italia dovrebbe oggi riflettere su quanto accaduto, facendo una seria azione di autocritica.