Una mera dichiarazione d’intenti. Ecco cos’è l’agenda Ue per l’immigrazione

 sbarco-di-immigratiEra ora. Finalmente l’Europa si è resa conto che l’Italia, e gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, non potevano gestire da soli l’emergenza immigrazione. Ma nonostante questa presa di coscienza l’Agenda Ue sull’immigrazione, annunciata trionfalmente dall’Alto rappresentate per la politica estera Federica Mogherini, per ora è da considerarsi una mera dichiarazione d’intenti. Dei punti programmatici che tra l’altro devono ancora passare attraverso processi di approvazione prima di arrivare a compimento. Tuttavia anche se a parole è tutto bello, i nodi al pettine non sono pochi, iniziando dalle quote di distribuzione degli immigrati nei Paesi membri. L’Europa parla in percentuali, calcolate su criteri specifici, ma senza poter poi effettivamente quantificare quanti migranti andranno in ogni Paese, semplicemente perchè è impossibile capire quanti ne arriveranno su suolo europeo. Questo però è solo uno dei punti. Per non parlare della mancanza di unità,con il rifiuto di Gran Bretagna,Danimarca e Irlanda di adeguarsi alle nuove indicazioni. Rifiuto che probabilmente sarà seguito da altri Paesi con la conseguenza di ritornare al punto di partenza e cioè di sovraccaricare di responsabilità sempre gli stessi Paesi. Quello che veramente manca all’Europa è quindi una visione unitaria strategica e completa. Un piano d’azione che non vada ad affrontare l’emergenza solo nel momento in cui si presenta ,ma che vada a prevenirla. Noi siamo pronti ad accogliere i rifugiati e i profughi che hanno veramente diritto e che scappano da situazioni drammatiche, da paesi in cui vengono violati i diritti fondamentali o in cui è in atto una guerra. Quello che non possiamo fare è prenderci cura di tutti indiscriminatamente. E sopratutto senza che l’Europa eserciti il suo ruolo fino in fondo dinnanzi ad un fenomeno geopolitico di dimensioni epocali. Sicuramente ad ogni immigrato corrisponde una persona con una storia, più o meno drammatica, ma la problematica derivante da un flusso migratorio in costante aumento,e la tragedia umanitaria che ne consegue, non si risolve annunciando qualche parametro di cui non è ancora chiara l’applicazione, ma si risolve con una visione strategica a lungo termine in cui la politica estera italiana ed europea dovrebbero giocare un ruolo centrale.