#Infanziastaiserena

nidoQuello di oggi è stato il terzo appuntamento organizzato dal Dipartimento Libertà Civili e Diritti Umani di Forza Italia, dopo “L’Occidente e l’Islam un ponte da ricostruire” e “Unioni civili, una nuova primavera dei diritti”.

Abbiamo affrontato un tema a me molto caro: quello dei diritti dei minori, con un focus sulle adozioni, i servizi per l’infanzia e la povertà infantile.

Non vogliamo che quella di oggi sia stata una mera dichiarazione d’intenti ma speriamo di poter smuovere coscienze e animi e di sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni su questi argomenti.

Ritengo tutto questo particolarmente importante, anzi fondamentale, perché anche se non ci pensiamo stiamo in realtà parlando del futuro del paese.

Tra 10, 20 anni, i bambini di cui ci stiamo occupando oggi, saranno adulti, saranno loro a determinare l’andamento della nostra società, a lavorare, a mandare avanti l’economia.

Le zone d’ombra, i punti critici che richiedono una soluzione fattiva sono molti iniziando dalla povertà infantile che non si limita ad essere quella economica ma che si concretizza anche in povertà culturale e sociale. Un bambino che è sotto la soglia di povertà, ed in Italia in due anni (2011-2013 da dati Istat pubblicati a luglio 2014) sono praticamente raddoppiati (su un totale di 10 milioni di bambini quelli sotto la soglia di povertà erano 723.000 nel 2011 e sono saliti ad 1.434.000 nel 2013) non ha solo problematiche legate alla mancanza di soldi ma ne ha tante altre derivanti dall’impossibilità di studiare come dovrebbe, di procurarsi i libri e i materiali necessari all’istruzione, ha problemi legati all’emarginazione sociale, alle prese in giro da parte dei coetanei .

Il Parlamento ha fatto sicuramente dei passi avanti, dei passi importanti, basta pensare alla ratifica della convenzione di Lanzarote e di quella dell’Aja, ma come spesso mi capita di dire ormai, e non per presunzione ma perché tento di leggere ed interpretare i fatti, evidentemente quanto messo in campo non basta.

Sono, siamo, effettivamente preoccupati per la mancanza di attenzione da parte di questo Governo a tematiche fondamentali come quelle legate all’adozione, ai servizi per l’infanzia e appunto alla povertà infantile.

La dimostrazione della scarsa importanza che viene data a questi temi si dimostra anche con il fatto che l’esecutivo non ha ancora un Ministro per le Pari Opportunità e che le deleghe riguardanti i diritti sui minori sono suddivise tra Dipartimento delle Pari Opportunità, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (si occupa delle politiche della famiglia) e la Presidenza del Consiglio. Renzi ha infatti tenuto per se le funzioni relative alla Commissione per le adozioni internazionali.

Quando su un tema gli interlocutori sono troppi è difficile riuscire a trovare soluzioni veloci ed efficaci e si rischia di sconfinare nell’inefficienza. Per questo continuo a ribadire la necessità di nominare un Ministro per le Pari Opportunità.