Occupiamoci prima del futuro dei moderati e poi pensiamo alla leadership

futuroPrima di parlare di un’eventuale futura leadership del centrodestra dovremmo interrogarci su cosa sono i moderati oggi, su cosa è il centrodestra oggi e su dove vuole arrivare in futuro. Con la nuova legge elettorale le opposizioni dovrebbero aggregarsi in una piattaforma condivisa così da avviare una fase costituente, altrimenti rischiano di essere polverizzate e destinate all’irrilevanza. La leadership viene dopo tutto questo. In seguito al voto del 31 maggio dovremo anche capire se Matteo Salvini vuole passare alla storia come il leader che ha portato al massimo del consenso il suo partito o se vuole costruire una reale e concreta alternativa a Renzi. Altrimenti dovremo prenderci la responsabilità di mandare al ballottaggio Renzi e Grillo. Il leader di Forza Italia è e resta Silvio Berlusconi e l’affetto e la partecipazione che la gente gli ha dimostrato in questi due giorni in Campania ne è la dimostrazione. Ma il Presidente Berlusconi non è candidabile per via della legge Severino, anche se aspettiamo fiduciosi il responso della corte di Strasburgo affinché lo possa riabilitare pienamente, mentre sarebbe opportuno precisare che la scelta di candidare Vincenzo De Luca alla presidenza della Regione Campania è uno scandalo. Se De Luca dovesse essere eletto avremmo letteralmente buttato i soldi che sono serviti per le elezioni, in quanto, proprio in virtù della legge Severino non potrebbe insediarsi. Berlusconi, nonostante in molti glielo chiedessero, non si e’ candidato capolista a Napoli proprio per rispettare la legge Severino, per evitare di violarla. Mentre De Luca invece si candida in spregio alla legge e Renzi viene in Campania a mettergli la mano sulla spalla. Di giorno il Premier predica la legalità e di notte calpesta la legge. Il messaggio che passa, specialmente in Campania, è devastante, è come dire che con un po’ di furbizia e aggirando la legge si può ottenere tutto.