E’ compito dello Stato strappare i bambini al lavoro e riportarli nelle scuole

 lavorominorileIn quanto paese occidentale, evoluto e civile, pensiamo di essere lontani da realtà spaventose come lo sfruttamento e  il lavoro minorile. Nulla di più sbagliato. Il rapporto diffuso da Save The Children ed Ilo in occasione della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile certifica che in Italia i minori di 16 anni che lavorano sono 340.000 di cui 28.000 sono coinvolti in attività pericolose. Il 7% di questi 340.000 è straniero mentre l’11% ha orari proibitivi, perlopiù notturni, che quindi rendono difficile conciliare studio e lavoro.

La priorità di un minore dovrebbe essere l’istruzione. Nessun bambino dovrebbe essere sfruttato e costretto a lavorare, anche se si tratta delle attività familiari.

La Camera ieri ha ratificato la convenzione dell’Aja volta proprio alla difesa dei diritti dei minori. Un primo passo del nostro Paese verso un impegno, che mi auguro, sarà sempre più inteso e volto a garantire ad ogni bambino l’infanzia che si merita.

La consapevolezza di quanto accade, è questo il primo obiettivo che l’Italia deve raggiungere. Se pensiamo che da noi certe cose non accadano non ci impegneremo mai per combatterle. I dati e le notizie vengono diffuse in occasione di giornate come quelle di oggi, quello che invece dico è che sarebbe opportuno tenere i riflettori accesi costantemente. Parlarne, scoperchiare il vaso di Pandora e far sapere a tutti che l’Italia non è il paese dei balocchi, che i bambini che lavorano ci sono anche da noi e che molti genitori preferiscono, sicuramente per necessità, mandare i figli a lavorare invece che farli andare a scuola. Ma quale futuro viene così prospettato ad un bambino? Quale possibilità gli si offre, se lo si priva del mezzo basilare per poter diventare un uomo o una donna consapevole?

L’istruzione non può essere un accessorio nella vita di un minore. E’ il loro primo diritto e va tutelato. I bambini  – lavoratori nel nostro Paese sono sia italiani che stranieri. Continuiamo ad accogliere migranti, a far entrare persone sul nostro territorio per poi vedere bambini accovacciati ai semafori a chiedere l’elemosina. Questo è quello che offriamo? Questa è l’Italia che siamo diventati? Una nazione che non  riesce a prendersi cura dei propri figli e che li getta in pasto ad una realtà di cui non dovrebbero neanche sapere l’esistenza.

Il lavoro è una cosa da grandi. Non bastano, non servono le campagne pubblicitarie e le parole sbandierate nelle ricorrenze, ma in questo caso si, sarebbe opportuno uno Stato che si prenda cura e si faccia carico dei minori, strappandoli al lavoro e riportandoli nelle scuole.