Il Sud ha bisogno di attenzione ed investimenti costanti, non solo in campagna elettorale

sud-italiaE’ facile additare il Sud Italia come ultima ruota del carro, come zona problematica, come fardello per il Paese, salvo poi venire ad esaltarlo in campagna elettorale quando ci si ricorda che anche i meridionali votano.

Il Mezzogiorno versa  in una situazione estremamente difficile, la cui  gestione e le cui soluzioni richiedono un impegno fuori dall’ordinario. Quello che emerge da un’inchiesta condotta nei giorni scorsi da “Il Mattino” sugli investimenti pubblici nel Sud Italia certifica una scarsissima attenzione delle Istituzioni nei confronti della zona d’Italia che invece avrebbe necessità di riceverne di più. Negli ultimi tre anni solo l’1,1% degli interventi pubblici  italiani è stato destinato al Sud, mentre nel 2013 la spesa per le infrastrutture ed i contributi ad investimenti nel Mezzogiorno è pari al 15,7% (al Centro Nord arriviamo al 45,9%). Il Sud Italia che ha pagato il prezzo più alto della crisi, perdendo ben 15 punti di Pil in 7 anni, non solo non si può permettere di perdere le risorse a esso destinate, come ad esempio è successo con quei 3,5 miliardi del piano d’azione e coesione che sono stati utilizzati per coprire la defiscalizzazione del Jobs Act, ma dovrebbe ricevere più del resto del Paese, in termini di piani strategici e di interventi straordinari. Perché, come spesso si afferma, è difficile che il Paese riparta se il Sud stenta a crescere. Per non parlare dell’attenzione dedicata dalle grandi imprese pubbliche. Ad esempio nel Def 2014 è certificato che l’investimento delle Ferrovie dello Stato è stato praticamente pari a zero al Sud.

L’Italia è praticamente spaccata in due, per gli investimenti, la crescita,il reddito pro capite, l’occupazione e  il lavoro. I dati sulla disoccupazione del primo trimestre del 2015, seppur in miglioramento, danno l’idea di quanta differenza ci sia tra Nord e Sud. Se il Nord ha un tasso di disoccupazione del 9%, il Sud lo ha al 20,5%. Il reddito pro capite nel Mezzogiorno è inferiore del 45,8% rispetto al Centro Nord, ad esempio nel Nord ovest è di 33,5 mila euro mentre al Sud è di 17.2 mila euro. La crescita economica si sta rivitalizzando al Centro-Nord mentre il Sud sprofonda. Una differenza netta e marcata che non può essere presa sottogamba e che va analizzata con una seria riflessione. La distanza tra Nord e Sud è ancora troppo netta. Il Governo continua a voltare la faccia dall’altra parte quando interrogato in merito, come se la questione non fosse di suo interesse o peggio di sua competenza. Lo ha dimostrato il Ministro Padoan che lunedì è stato a Napoli, ma sembrava fosse in gita in Svizzera. Il titolare del Dicastero dell’Economia non ha detto una parola sul futuro del Mezzogiorno, su quali siano le prospettive e le iniziative che si intende portare avanti. Non è accettabile. Ma verrebbe da pensare che Renzi abbia tenuto una lezione ai suoi Ministri su come esibirsi in giochi di prestigio, volti a dribblare le domande scomode, le cui risposte possono offuscare l’immagine dorata dell’esecutivo. Il Sud vive una situazione di impoverimento economico e lavorativo devastante, con la Campania che è la regione con il tasso più alto di emigrazione. I piccoli miglioramenti che ci sono stati non sono merito degli incentivi del Governo, ma dei privati che si sono rimboccati le maniche e stanno tentando di dare nuova linfa ad un territorio che rischia altrimenti la desertificazione economica. Come si può pretendere che tutto il Paese esca dalla crisi se poi gli aiuti concreti arrivano solo per il Centro Nord? E’ questo l’errore fondamentale, non puntare, non investire, non destinare fondi a questa zona d’Italia. Chiedo al Governo di interessarsi di più, di prendere a cuore davvero le sorti del Mezzogiorno, di studiare piani d’investimento mirati, di destinare tutti i fondi che gli spettano e non di far diventare le spese aggiuntive, sia nazionali che europee, la quota ordinaria d’investimento. Quali sono le prospettive, quali sono le idee, le iniziative che il Governo ha in serbo per affrontare quella che è una situazione drammatica e destinata ad un declino inesorabile? Il Sud ha bisogno di un impegno concreto, di soluzioni in grado di ottimizzare i fondi e gli investimenti pubblici così che anche il Mezzogiorno possa essere equiparato al resto d’Italia e uscire veramente dalla crisi che attanaglia il Paese.