Vorrei regalare ai giovani il coraggio di sperare in un futuro migliore

 giovaniSe c’è una parola che voglio regalare ai giovani? Coraggio. Coraggio di sperare, coraggio di lottare per costruire un futuro migliore in un momento in cui il nostro Paese versa in condizioni di difficoltà, le cui conseguenze inevitabilmente ricadono anche sulle spalle dei più piccoli. Una parola che forse sembra fuori contesto, ma è l’unica che riesco a trovare per esortare non solo i ragazzi, ma anche ovviamente le istituzioni, a fare quanto possono e devono per costruire una prospettiva ed un orizzonte che regalino un po’ di speranza.

I dati emersi nel corso della Quarta relazione annuale del Garante per l’infanzia e l’adolescenza di questa mattina, non possono essere in alcun modo sottovalutati. Sono 800.000 i minori che  vivono  nel 2014 una condizione di povertà.  Alla luce anche di quanto è stato fatto fino ad oggi, ed in relazione alle persistenti e a volte drammatiche difficoltà in cui vivono bambini ed adolescenti, credo che la figura del Garante per l’infanzia e l’adolescenza assuma un ruolo ancora più centrale per la difesa dei diritti dei più deboli. Mi sono fortemente battuta per far approvare, oltre a quello che introduce il reato di stalking, il disegno  di legge che introduce il Garante per l’infanzia, perché era, ed è, fortemente radicata in me la convinzione che in Italia servisse una figura di coordinamento, proposta, impulso e protezione nel sistema dei diritti dei minori e degli adolescenti. Credo che l’istituzione anche in Italia della figura del garante, sia stato un passo in avanti davvero importante e credo anche che Vincenzo Spadafora abbia ricoperto questo ruolo con grande competenza, passione e autorevolezza, nonostante si sia trovato ad operare in un contesto non facile. L’Autorità è stata colpita da una drastica riduzione dei fondi a sua disposizione passando dal miliardo di euro del 2007 a circa 300 milioni del 2015.

E’ vero che il nostro Paese vive in un momento di crisi, è vero che vengono richiesti ed effettuati tagli a tutti i livelli per non aumentare la pressione fiscale, ma è pur vero, e sfido chiunque a contraddirmi, che quando si parla di tutela e di difesa dei più deboli, di bambini, si parla di futuro e quindi non si dovrebbero tagliare fondi, ma magari ottimizzare e a razionalizzare risorse e strutture. Chiedo ai ragazzi di avere coraggio, ma dico che anche noi dobbiamo avere il coraggio di imprimere una svolta ancora più netta e decisa per assicurare all’infanzia e all’adolescenza quell’attenzione che meritano.