Per combattere il femminicidio bisogna agire preventivamente, non serve piangere dopo

Femminicidio_030Vincenza Avino era una giovane donna, una madre. Adesso il suo nome va purtroppo ad aggiungersi a quelli delle altre vittime di femminicidio. Come spesso accade la sua colpa è stata quella di aver chiuso una relazione. Rabbrividisco ogni volta, non me ne faccio mai una ragione. Il suo presunto assassino è stato arrestato e se le accuse venissero confermate la pena dovrà essere esemplare. Ma ancora una volta, forse, questa tragedia poteva essere evitata. Vincenza aveva denunciato l’uomo per stalking a luglio, dopo soli 10 giorni di carcere però lui è stato liberato e dopo un’ escalation di insulti è riuscito a compiere l’ultimo atto, quello da cui non si può più tornare indietro. Le misure preventive servono, sono fondamentali. Dopo che una donna è stata uccisa non si può più fare nulla. Bisogna agire prima, soprattutto se la vittima sporge denuncia. Non si può rilasciare un uomo che minaccia di morte una donna, con il solo obbligo di non avvicinarla, perchè abbiamo capito che tanto quell’obbligo non verrà mai rispettato. Nessuna donna deve morire così, nessuna donna deve sentirsi vincolata ad uomo solo perchè ha paura di morire. E’ compito dello Stato proteggerle. Il legislatore ha fatto la sua parte predisponendo leggi efficaci e valide. Se ci serviva un ulteriore monito per applicare queste leggi in modo rigoroso, è arrivato.