Basta usare le riforme come prova di forza nel congresso permanente del Pd

parlamentoLo ribadisco, qualora non fosse ben chiaro: le riforme costituzionali non sono uno strumento da utilizzare a proprio piacimento all’interno del congresso permanente del Partito Democratico. Né tanto meno un terreno di scontro su cui il Governo deve dimostrare la sua forza. Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni è inaccettabile per una democrazia. L’esecutivo, che già alla Camera avendo chiesto la fiducia sull’Italicum ha consumato uno strappo degno della sua protervia, non può comportarsi in ugual modo anche con le riforme costituzionali al Senato. Si discuta e ci si confronti, senza arrovellarsi sulla conta dei voti a favore o contro quanto proposto dal Governo e men che meno tentando di forzare la mano al Presidente Grasso. La posizione di Forza Italia, come ha dichiarato Paolo Romani, è chiara: se l’asse delle riforme resta così com’è voteremo compatti no. Se Renzi non è sicuro dei suoi numeri verifichi la tenuta della sua maggioranza facendo un nuovo passaggio solenne ed istituzionale in cui chiede alla Camera e al Senato di rinnovargli la fiducia. Questa è democrazia, tutto il resto potrebbe essere la trama di un romanzo.