Sul Sud Renzi è passato da #zerochiacchiere a tanta propaganda

italiaIl 7 agosto 2015 Matteo Renzi dichiarava: da oggi “per il Mezzogiorno #zerochiacchiere” e poi “Intorno al 15-16 settembre vorrei che il Pd uscisse con un vero e proprio “masterplan” per il Sud, con una serie di proposte concrete”. Oggi 8 ottobre 2015, dopo due mesi esatti, per il Sud abbiamo solo annunci di ipotetiche misure che saranno introdotte nella legge di stabilità. Il Premier aveva convocato quella Direzione Pd sul Sud dopo il clamore suscitato dal rapporto Svimez. Il fatto che ora le “luci della ribalta” sui drammi meridionali si siano spente, non significa che i problemi del Meridione si siano magicamente risolti. La disoccupazione è sempre oltre il 20%, i giovani alla ricerca di un lavoro sono il 57,4%. Numeri da capogiro, a cui si devono aggiungere tutti gli over 50 che hanno perso il lavoro e che stentano a ritrovarlo. Le donne occupate sono solo il 31,4% e molte rinunciano a lavorare perchè non riescono a conciliare carriera e famiglia. Da rapporto Istat 2014 i bambini che usufruiscono di asili nido comunali o finanziati dai comuni variano dal 3,5 per cento del Sud al 17,1 per cento al Nord-est, mentre la percentuale dei Comuni che garantiscono la presenza del servizio varia dal 24,3 per cento al Sud all’ 82,6 per cento al Nord-est. Questi sono solo alcuni dei numeri dell’emergenza Sud, che Matteo Renzi dovrebbe costantemente ricordarsi, perché una situazione di questo tipo richiede serietà e non annunci propagandistici. Leggiamo che con la Legge di stabilità sarà ridotta l’Ires e che saranno introdotte delle non specificate azioni per il Sud, forse le agevolazioni fiscali per le assunzioni ma non in eterno perché se no diventano “metadone” come ricorda il Premier. Siamo stanchi di aspettare, di concedere sempre il beneficio del dubbio, ora siamo ansiosi di sapere davvero cosa Renzi ed il Governo vogliono fare per il Sud, perché gli uomini e le donne del Meridione si meritano una risposta seria.