Il Sud vittima dell’annuncite del Premier

sud-italiaIl mio intervento su Il Mattino del 18/10/2015 – Lo abbiamo ripetuto più volte, parlare senza essere certi di poter fare quello che si promette non è mai una pratica accettabile. Matteo Renzi promette, annuncia, sbandiera interventi e piani d’azione, ma poi alla fine di quello che dice fa davvero poco. E non perché subentrino condizioni avverse che rendono difficile mantener fede agli impegni presi, ma perché evidentemente è appassionato alla pratica dell’annuncio senza aver prima verificato la realizzabilità di quanto promette.

L’ultima vittima della sua ‘annuncite acuta’ è il Sud Italia. Stando alle parole del Premier e del suo Ministro Padoan, il Sud sarebbe dovuto essere la terza gamba della legge di stabilità, con la riduzione delle tasse e il taglio della spesa pubblica improduttiva. Premesso che resta in piedi solo la gamba zoppicante della riduzione delle tasse, le altre due non sono semplici arti claudicanti, ma sembrano essere stati proprio amputati.

Tanti sarebbero dovuti essere gli interventi strutturali ed economici dedicati al Meridione con l’obiettivo di rivitalizzare l’asfittica ripresa economica della zona. Ma ieri quando Renzi ed i suoi Ministri hanno presentato all’Italia e al Sud Italia, , la legge di stabilità, chi aspettava speranzoso è rimasto deluso.

Dagli annunci di Renzi delle scorse settimane ci aspettavamo che il Sud fosse protagonista invece è stato relegato al ruolo di mera comparsa. E’ vero che dei 25 tweet del Premier 3 sono dedicati al Meridione, ma si limitano ad annunciare interventi su Ilva, Terra dei Fuochi e Salerno Reggio Calabria. E’ tutto questo il Sud di Matteo Renzi? Mai come questa volta speriamo di essere smentiti dal testo integrale della legge, ma vedendo come sono state suddivise le coperture della manovra qualche dubbio ci sorge.

Ad oggi non sembra esserci traccia del Masterplan trionfalmente annunciato il 7 agosto, in quella direzione Pd convocata all’indomani della pubblicazione dei dati Svimez che hanno generato tanto scalpore. In quei giorni il Sud sembrava essere diventato “un argomento di moda” e allora al via la scia di dichiarazioni, di buoni intenti e di promesse.

Ma il punto è proprio qui.

Il Sud è rimasto ancora una volta “a bocca asciutta”, dopo che Matteo Renzi ed il suo Governo avevano invece fatto nascere, ma anche coltivato successivamente, una vivida speranza di aiuto all’economia e alle aziende della zona. Che valore dà dunque il Premier a quello che dice, alle promesse che fa? Il Masterplan, gli annunci, i piani d’intervento li ha proposti lui e questa volta magari i meridionali gli hanno creduto o meglio, ci hanno sperato. Nella legge di stabilità bastava introdurre una misura semplice: la fiscalità di vantaggio per le aziende del Sud Italia.

Non è una misura assistenziale ma una spinta necessaria per creare le condizioni minime affinché le imprese riprendano a produrre ricchezza, ad assumere, e quindi a far crescere l’economia. E non vogliamo credere che agli economisti di rilievo che circondano il Premier tutto questo non sia venuto in mente.

Ma evidentemente, ancora una volta, Renzi dà davvero poco valore alle promesse che fa, oppure dà davvero poco valore ad una parte dell’Italia che considera rilevante solo in campagna elettorale.