Riprogettiamo il welfare italiano, partendo dalla condizione di vita dei minori

bimbi poveriOgni qual volta viene reso noto un rapporto sulle condizioni di vita dell’essere umano, o ricorre la “giornata mondiale di” è tutto un levarsi di indignazione. Quando poi si parla di minori l’indignazione diventa orrore. Ineccepibile. Oggi però, alla luce dei dati diffusi da Save the Children sui minori in Italia che pone l’accento sul milione di bambini privati di una vita dignitosa, non vorrei limitarmi a manifestare lo sconcerto ma ritengo doveroso avanzare una proposta. La mera retorica infatti resta semplicemente fine a se stessa. In Italia va ridisegnato e riprogettato il sistema del Welfare, che nel corso degli anni, vuoi anche a causa della crisi economica, ha subito riduzioni e tagli. Le famiglie con minori che vivono in povertà assoluta sono l’8,5%, dato che in un Paese come l’Italia, che è comunque tra i più ricchi del mondo, è inaccettabile. Al Sud poi la percentuale sale al 9,3% e si tratta per lo più di famiglie italiane. I fondi destinati ai minori sono nettamente inferiori alla media europea e, seppur apprezzabile, non può bastare per contrastare la povertà un intervento singolo come  quello inserito nella legge di stabilità. Per questo andrebbe ripensato il sistema del welfare, iniziando con lo stilare la lista delle priorità. Lista che sicuramente dovrebbe avere come prima voce quella di garantire ai minori la dignità di una vita fatta di istruzione, cibo, casa, generi di prima necessità e anche svago. Se un bambino vive dignitosamente crescerà bene e sarà un adulto che introdurrà nel suo Paese linfa e voglia di fare.