Altri 3 episodi di gravissimi di violenza sulle donne e femmicidio. Serve rivoluzione culturale

violenza donneUn bollettino di guerra. Solo così si possono definire le continue notizie di violenza sulle donne. Oggi sono avvenuti altri tre episodi gravissimi: una ragazza nel casertano arsa viva dal suo compagno, un’ altra in Calabria accoltellata dal fidanzato ed una donna uccisa dal marito a Varese. Mi auguro vivamente che questi tre episodi non vengano presi alla leggera, non vengano considerati una fatalità e che una volta per tutte il Governo capisca che è fondamentale mettere in atto una battaglia concreta per instillare in tutti i cittadini il rispetto per le donne, per la loro libertà, per i loro diritti e per la loro vita. Serve una vera e propria rivoluzione culturale. Rivoluzione che deve partire innanzitutto dalla scuola, reintroducendo programmi specifici per contrastare quegli stereotipi di genere nei quali spesso si annidano i germi della violenza. Così come sarebbe utile riprendere la diffusione di quelle campagne di sensibilizzazione e comunicazione che avevano raggiunto larghi strati dell’opinione pubblica, rinnovare il protocollo d’intesa con lo Iap per contrastare le pubblicità sessiste, introdurre il braccialetto elettronico per gli stalker, favorire la sinergia tra tutti gli attori che sono impegnati nella prevenzione e nel contrasto alla violenza, finanziare adeguatamente i centri anti-violenza, le case rifugio e gli sportelli anti-stalking. Ma dobbiamo anche pretendere che gli stranieri che vivono in Italia assimilino il principio della piena uguaglianza tra uomini e donne, pietra miliare della nostra società. Insomma, serve che questo tema entri nell’agenda di Governo. Lo abbiamo chiesto più volte, ma non abbiamo mai avuto risposte, solo silenzio e indifferenza. Non serve approvare una legge o recepire una convenzione internazionale se poi non le si attua.