La mia intervista a Il Tempo: “Basta liti, così aiutiamo Renzi. Servono le primarie per legge”

Riporto di seguito la mia intervista rilasciata a Daniele Di Mario  per Il Tempo

il_tempo_intervista_21_12_2015Onorevole Carfagna, la legge di Stabilità e il decreto Salva Banche hanno fatto definitiviamente deflagrare i problemi interni a Forza Italia e all’interno del centrdestra. Nel partito tornano a fronteggiarsi, ancora una volta, anime diverse e il presidente Berlusconi sarebbe intenzionato a varare una vera e propria rivoluzione interna dopo le Feste. Qual è la situazione reale? Davvero il partito è teatro di una sorta di guerra civile?
La legge di stabilità è un problema per gli italiani non per Forza Italia. Non aggancia la ripresa,non garantisce sviluppo,è fatta in deficit,distribuisce soldi a pioggia,non affronta le grandi emergenze del nostro Paese,a cominciare dalla lacerazione profonda tra Sud e Nord. Questa è l’unica cosa che conta. In Forza Italia non esiste una guerra civile,si tratta di piccole baruffe. Credo che Berlusconi abbia a cuore l’idea di rilanciare il rapporto con gli elettori persi per strada e questo è un imperativo e un obiettivo a cui dobbiamo lavorare senza risparmiarci e senza farci distrarre da piccole incomprensioni quotidiane. Non ci possiamo rassegnare ad un paese diviso tra Grillo e Renzi senza lasciare rappresentanza credibile alla maggioranza degli italiani.

Tre settimane fa il capogruppo alla Camera Renato Brunetta era sull’orlo della sfiducia. Il presidente del deputati pone una sorta di aut aut con il suo omologo al Senato Paolo Romani. E’ possibile andare avanti con Brunetta o uno tra lui e Romani è ormai di troppo? L’elettorato meno informato non capisce: qual è il problema?
Credo che quella consegnata all’opinione pubblica in questi giorni sia stata una rappresentazione poco edificante in cui è di certo difficile riconoscersi. Sfugge il nodo politico, e soprattutto,laddove ci fosse, l’utilità di rappresentarlo in questo modo. Si arriva ad una sorta di eterogenesi dei fini per cui il risultato è quello di dare una mano a Renzi. La diversità di opinioni e posizioni,che pure ha sempre fatto parte della nostra storia,può essere una fonte di ricchezza a patto che non prevarichi il rispetto e la certezza che stiamo tutti dalla stessa parte. Dobbiamo avere consapevolezza del ruolo che siamo chiamati a svolgere,che nulla ha a che fare con le nostre carriere personali e con la nostra visibilità,ma con un progetto comune da costruire per il bene degli italiani.

Il suo nome è circolato più volte come nuovo capogruppo a Montecitorio. Cosa c’è di vero?
Cosa significa circolato? Guardi io non mi occupo dei retroscena, e non guardo dal buco della serratura. Dico che a furia di stare sotto “spiffero” si rischia di perdere un malanno. La questione dell’avvicendamento dei capigruppo non è all’ordine del giorno. Ricordo con quanta passione e convinzione Berlusconi ha sostenuto Brunetta come capogruppo e con quanta determinazione lo ha difeso in questi giorni.
E in ogni caso le dico che difficilmente accetterei un ruolo del genere senza passare per un voto del gruppo. Anche per le candidature lo strumento delle primarie,ovviamente regolate per legge, sarebbe uno strumento utilissimo per coinvolgere il nostro elettorato. So che nel mio partito non la pensano così,ma la diversità di opinioni se articolata nel rispetto reciproco può contribuire alla ricchezza del dibattito interno.

La sua figura è stata evocata anche come candidato sindaco di Napoli, la stessa Nunzia De Girolamo la vedrebbe molto bene. Ci pensa a correre alle amministrative o la partita è chiusa su Gianni Lettieri? E, a proposito di amministrative, anche la linea sulla scelta dei candidati sempre ondivaga: sia va dalla leghista Borgonzoni a Bologna a Marchini, non proprio un emblema del centrodestra, a Roma.
Lei arriva a delle conclusioni che non condivido. A Napoli abbiamo un candidato forte e legittimato ed è Lettieri. Il Centro destra nella prossima tornata amministrativa è chiamato a dare risposte importanti e deve farlo trovando unità di valori e una visione comune che sia capace di rigenerare una forte connessione con la gente e con gli elettori soprattutto quelli che ci hanno abbandonato in questi anni. Un offerta forte, credibile e unitaria viene prima della scelta di qualsiasi nome o candidato a qualunque cosa.
Oggi siamo ancora troppo divisi e distanti tra noi e in queste divisioni si sono inseriti cantori di sventura e seduttori toscani.
Quindi, come si vede la questione non è quali nomi ,ma quali idee e quali progetti il centro desta può e deve rappresentare. C’è una parte del Paese che non aspetta altro che il centrodestra ritorni ad essere all’altezza delle loro aspettative. Non possiamo deluderla.

Lega e Fratelli d’Italia sostengono che se FI non voterà la sfiducia al governo Renzi sul Salva Banche la coalizione in vista delle amministrative verrà meno. Concorda con chi vede nella foto di Bologna una deriva salvinista nella linea politica del presidente Berlusconi? Non pensa che il risultato francese debba far riflettere i leader di centrodestra italiani per creare coalizioni più aperte al centro?
Dalla Francia arriva un messaggio molto chiaro: solo uniti si vince e Silvio Berlusconi per vent’anni ha avuto la capacità straordinaria di fare sintesi riuscendo a mettere insieme fronti ampi e competitivi sulla base di progetti di governo che partivano da visioni differenti.
È nelle proposte concrete su tasse,lavoro,sviluppo,immigrazione e sicurezza e nella capacità di metterle in campo che possiamo fare la differenza. È sulla serietà che dobbiamo fare la differenza perché il mondo dei desideri è ben rappresentato da Renzi e quello di chi protesta da Grillo. Questo sforzo oggi non è in cima ai nostri pensieri. Mi sembra che si sia più concentrati a vincere una concorrenza interna al centrodestra.

Forza Italia non può subire dictact da nessuno,soprattutto dagli amici. E anche la competizione interna deve essere condotta con misura e rispetto. Quel rispetto che non ho visto riguardo alla nostra legittima posizione sull’inutile mozione di sfiducia al Ministro Boschi,a mio avviso sbagliata nei tempi e nei modi,utile solo a levare d’impiccio il governo. Ora, io ho rispetto, molto rispetto sia di Matteo Salvini che di Giorgia Meloni ,ma dico con chiarezza che se il confronto è tra chi urla di più tra noi e i Grillini ,mi sembra che siamo su una strada sbagliata

In questi anni la linea di FI sul governo Renzi è stata molto altalenante: ora più “collaborazionista” ora più intransigente. Penso al patto del Nazareno e all’Imu sulla prima casa. E’ il sintomo di una difficoltà di FI di intercettare i suoi elettori tradizionali (ceto mdoerato, piccoli e mdi imprenditori, partite Iva)? In fin dei conti Renzi ha attaccato sacche di società una volta vicine al campo moderato e Salvini e Meloni hanno spostato molto a destra il baricentro del centrodestra.
Salvini e Meloni hanno fatto un grande lavoro,dimostrando una grande capacità di iniziativa politica. Noi usciamo da una fase di difficoltà dovuta soprattutto al fatto che Silvio Berlusconi non ha avuto la possibilità di esercitare il suo ruolo politico per le ragioni che ben conosciamo. Ora, è arrivato il momento di rendere onore alla nostra storia e per farlo dobbiamo mettere in campo un’ offerta politica seria e inclusiva in grado di coinvolgere e rimettere al centro la nostra gente. Matteo Renzi ha tentato di sedurre il nostro elettorato forse perché aveva problemi con il suo, ma oggi, ogni giorno che passa ,gli italiani si rendono sempre di più conto che le belle intenzioni non bastano più neanche per alimentare la speranza.

Mafia Capitale e altre inchieste giudiziarie in giro per l’Italia colpiscono sia il centrodestra sia il centrosinistra. Per lei è una nuova Tangentopoli o la dimostrazione che i partiti debbano tornare a ragionare di più sul ricambio e sulla selezione di una nuova classe dirigente? Forza Italia in questo senmbra impreparata. E anche Berlusconi non fa capire cosa voglia davvero fare evocando liste civiche nazionali.
La selezione di classe dirigente onesta e trasparente è una priorità che non può essere aggirata in nessun modo. Ma in un Paese in cui la separazione tra potere politico e ordine giudiziario è un meccanismo ancora troppo imperfetto,le dico che un avviso di garanzia non può diventare una condanna. Potrei ricordarle l’avviso di garanzia a Berlusconi che fece addirittura cadere il suo Governo nel 94 e che risultò infondato e potrei citarle il caso di Filippo Penati, solo ultimo di una lista che ogni giorno si allunga. Non siamo impreparati,ma prudenti nel trarre conclusioni su procedimenti in corso

Le continue frizioni interne al suo partito non crede che alla lunga possano dar ragione a quanti in tempi diversi hanno lasciato Berlusconi accusandolo di incapacità ormai a guidare il partito e il rinnovamento del campo moderato? In molti denunciano l’assenza di idee, progettualità e regole in FI. E pensa che le strade si possano ricongiungere con i vari Fitto, Quagliariello e Verdini etc?
Guardi, la nuova legge elettorale ci porta necessariamente verso progetti unitari. Come dicevo il centrodestra vince se è unito. Certo è molto difficile considerare chi sostiene il governo Renzi nel perimetro del centro destra,è difficile spiegarlo agli elettori. L’unità va perseguita con chi ha valori e progetti comuni che possono partire da visoni anche differenti ma che devono trovare la sintesi su un programma e idee comuni. C’è tanto lavoro da fare.

Ha appena compiuto i suoi primi quarant’anni. Un bilancio? Che regalo vorrebbe ricevere?
Sono stati quarant’anni decisamente intensi, ricchi di opportunità, anche inaspettate. Gioie,soddisfazioni,gratificazioni,ma anche sofferenze e delusioni. Sarà che siamo vicini al Natale, ma più che pensare a ciò che mi piacerebbe ancora ricevere,mi piace pensare a ciò che posso regalare alle persone a me care.