Centrodestra: finalmente una discussione sul futuro. Lista unica? Indispensabile solo per le politiche

futuro1Sono molto contenta di avere contribuito a portare il dibattito nel centrodestra su progetti ed idee. In questi giorni il centrodestra sta discutendo con civiltà del suo futuro e sui media non subiamo una rappresentazione parossistica e conflittuale. Anche se è evidente il tentativo, sicuramente fatto in buona fede, di commettere qualche forzatura.
E in questo senso è necessario che io chiarisca il mio contributo.

Io non ho proposto una lista unica del centrodestra per le amministrative. Forza Italia ha già chiarito che sarà presente in tutte le grandi città con il proprio simbolo.

Anche perché per le amministrative, quando si svolgono con il doppio turno è importante che i nostri candidati dispongano del più alto numero di liste capaci di rappresentare tutte le istanze del territorio e immaginare una strategia che riduca le liste in campo sarebbe suicida.

Questo non esclude che in presenza di particolari condizioni, nel rispetto delle esigenze dei singoli territori, Forza Italia possa modificare le proprie strategie per dare il migliore contributo a rendere competitivi i candidati che sosterremo.

Quello che ho detto a Repubblica e che confermo con forza e convinzione è che non possiamo non ragionare su come costruire un offerta alle politiche in prossimità del voto,iniziando da subito un percorso condiviso che aggreghi tutte ma veramente tutte le forze politiche che si oppongono a Matteo Renzi e che non si rassegnano al nichilismo confuso dei Cinque stelle.

L’Italicum ci costringe, per essere competitivi, a presentarci con una lista unica che non può essere una somma di sigle con indirizzi programmatici diversi e confusi.

Non basta essere contro Renzi per stare assieme, ma occorre definire su quali basi e in nome di quali valori ci mettiamo assieme. Quali progetti, visioni e idee vogliamo mettere in campo per riparare ai danni che il Renzismo sta determinando nel nostro paese.

È necessario coinvolgere tutti e insieme determinare con chiarezza quelle regole che definiranno la nostra azione comune.
Io credo che assumere da subito questa prospettiva possa essere utile anche per dare più credibilità alla nostra battaglia per le amministrative.

Lo ribadisco, il popolo di centrodestra c’è, esiste, è maggioranza nel Paese e si manifesta nei sondaggi in modo sorprendente.

A questo popolo noi abbiamo il dovere di dare una rappresentanza e una prospettiva vincente. Considerato che il Partito Democratico e il movimento Cinquestelle sono due “liste” che tutti conoscono bene, non darci il tempo di essere riconosciuti e apprezzati dall’elettorato che non si riconosce in loro sarebbe un atto che favorirebbe chi ci vuole rappresentare come divisi, irrilevanti e senza idee.