Amnesty International documenta come la Turchia violi i diritti umani dei rifugiati, Renzi sollevi la questione in Europa

migranti-Siamo contenti che anche Matteo Renzi abbia sottolineato come la Turchia violi sistematicamente i diritti umani fondamentali, anche quando si approccia alla gestione dei profughi e dei rifugiati. Il rapporto ‘Il Piantone d’Europa’ redatto da Amnesty International ha documentato, con testimonianze reali di profughi e richiedenti asilo arrivati in Turchia, la barbarie a cui vengono sottoposti. Il rapporto si basa su ricerche condotte da Amnesty in terra turca nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2015, ricerche che comprendono interviste dirette con più di 50 rifugiati. Quanto emerge è aberrante. Tutti i rifugiati e i richiedenti asilo con cui ha parlato Amnesty International hanno riferito di essere stati fermati e di essere stati trasferiti, senza spiegazioni o ragioni legali, in un campo nella zona di Dűziçi o nel centro di detenzione di Erzurum dove sono rimasti anche per due mesi, senza poter avere contatti col mondo esterno, compresi gli avvocati e i familiari, se non attraverso telefoni cellulari portati dentro di nascosto. Amnesty International ha documentato tre casi di violenza fisica nei centri di detenzione e ha raccolto numerose denunce di maltrattamenti. Un siriano di 40 anni ha raccontato di essere stato tenuto in isolamento in una cella del centro di Erzurum, per sette giorni, con le catene alle mani e ai piedi. I rifugiati e i richiedenti asilo hanno confermato ad Amnesty International che l’unico modo per uscire dai centri era quello di accettare di tornare nel paese di provenienza. Sono solo alcuni degli orrori riportati da Amnesty. Chiediamo al nostro governo di riflettere su tutto questo,di non far finta di nulla e di battersi affinché i fondi europei non vengano usati per mantenere in essere dei veri e propri campi di detenzione. Non è accettabile. Sarebbe opportuno che il Primo Ministro sollevasse queste problematiche nel Consiglio d’Europa e che si opponesse alla Germania e a chi pur di sollevarsi dalla gestione dei profughi e pur di rallentare il flusso dei rifugiati che giungono in Europa, è disposto a soprassedere sulle atrocità che vengono perpetrate in Turchia. Il rispetto dei diritti umani non è negoziabile. Uomini e donne non possono essere trattati come bestie. L’Unione Europea, che non riesce a risolvere il problema dei migranti, non può affidare il ruolo di piantone d’Europa ad un Paese come la Turchia, senza verificare in prima persona come i rifugiati vengono trattati e senza pretendere il rispetto dei diritti umani fondamentali.