L’occupazione nell’area Ocse migliora mentre l’Italia resta al palo

jobsIl tasso d’occupazione nell’area Ocse è migliorato arrivando a livelli pre-crisi, mentre l’Italia resta al palo, facendo registrare nel quarto trimestre 2015 un livello occupazionale di ben 10 punti inferiore. Facciamo meglio solo di Grecia e Turchia e peggio della Spagna. Evidentemente il tanto glorificato Jobs Act non ha inciso in modo così determinante sull’occupazione italiana a dimostrazione che per incrementarla davvero non servono incentivi a pioggia, ma bisogna favorire lo sviluppo e gli investimenti pubblici e privati. L’occupazione in Italia potrebbe migliorare sensibilmente mettendo in atto una vera riduzione del costo del lavoro, snellendo la burocrazia, e rendendo certi e celeri i tempi della giustizia. Se poi andiamo ad analizzare i livelli di occupazione femminile la differenza tra Italia e area Ocse arriva all’11,6%. Renzi ed i suoi ministri dovrebbero favorire l’ingresso, o il ritorno, delle donne nel mondo del lavoro e dovrebbero farlo attraverso azioni mirate e specifiche, come ad esempio la fiscalità di vantaggio. Le donne sono un capitale sociale e professionale immenso e l’Italia ne sta sprecando una larghissima parte