Serve un Piano d’Azione strutturale per l’occupazione femminile

IMG_0616L’Italia continua a non essere un Paese per donne. A fronte di un mercato del lavoro ancora in sofferenza, con una quota di occupati troppo bassa, il divario occupazionale tra uomini e donne continua ad essere troppo alto. È di venti punti percentuali la differenza tra tasso di occupazione femminile e quello maschile. In Italia lavora meno di una donna su due, al Sud meno di una su tre. Le donne che restano fuori dal mercato del lavoro e non hanno intenzione di entrarvi per questioni legate alla difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare, sono circa 10 milioni. Sono cifre allarmanti difronte alle quali servirebbe agire attraverso un Piano di Azione strutturale in grado di favorire quella crescita e quello sviluppo che servono a creare occupazione. Accanto a questo  è necessario promuovere azioni specifiche per favorire l’occupazione femminile attraverso una fiscalità di vantaggio, un potenziamento del welfare aziendale, la promozione di misure per aiutare le donne a conciliare vita lavorativa e familiare.

Di questo e di molto altro si è parlato nell’incontro “JobsAct: il lavoro non è una cosa per donne”, che abbiamo voluto organizzare con Renata Polverini per far emergere tutte le criticità legate al mondo dell’occupazione femminile e per cercare di suggerire al governo qualche soluzione concreta in merito.