L’Eurostat gela l’Italia sul fronte occupazione. Nonostante il doping del Jobs Act

occupazione-femminileIl 2015 viene considerato dal governo come l’anno della svolta italiana. L’anno in cui il lavoro nel nostro Paese si è rimesso in moto, grazie anche a quello strumento miracoloso che è il Jobs Act. Peccato che a ridimensionare gli entusiasmi arrivino sempre i dati. Per Eurostat la percentuale di occupati nel nostro Paese è la più bassa tra i 28 Paesi Ue, fatta esclusione per la Grecia ed il gap tra occupazione maschile e femminile è di ben 20 punti percentuali. Il 2015 è stato l’anno in cui il Jobs Act era  a pieno regime. Cosa succederà ora man mano che gli incentivi andranno a diminuire? Non si può dopare un settore primario come quello dell’occupazione, non si può comprare consenso con manovre che sembrano risolvere il problema nell’immediato e che invece rischiano di cronicizzarlo. La ripresa dell’occupazione nel nostro Paese va stimolata con ben altro, iniziando da una notevole riduzione del costo del lavoro.