De Magistris ha diviso ed esasperato la città. Intervista a Repubblica Napoli

Luigi_De_Magistris“Mezzo milione di persone che non va alle urne è un dato che dovrebbe allarmare tutti. Non solo chi ha perso, ma anche chi ha vinto dovrebbe riflettere su questi numeri. I toni trionfalistici del sindaco mi fanno pensare che sia profondamente distante dalla realtà”. Dopo aver raccolto oltre 5 mila preferenze come capolista di Forza Italia, Mara Carfagna annuncia una stagione di opposizione dura in consiglio comunale.

Astenuti a parte, il successo di de Magistris al ballottaggio non è mai stato in discussione.
“Rispetto il voto dei napoletani. Ma non si può non ricordare che soltanto il 35 per cento napoletano è andato alle urne. Questo preoccupa, siamo ampiamente al di sotto della media delle altre città italiane”.

Ma anche negli Stati Uniti il presidente viene spesso eletto da una minoranza.
“Questo è vero, ma almeno le classi dirigenti non vagheggiano di rivoluzioni che si fanno governando. Sono i toni, ad essere fuori luogo”.

Quali sono le cause di questa fuga dalle urne?
“Le responsabilità sono trasversali. Ha influito un’incapaci- tà dei partiti di offrire risposte adeguate; poi c’è il vento che, non solo in Italia ma in tutta Europa, gonfia le vele dei movimenti antisistema, e questo spiega, almeno in parte, l’affermazione dei Cinque Stelle e di de Magistris. Inoltre, molto dipende anche dalla crisi economica”.

In che modo?
“Incrociando i dati su disoccupazione e astensionismo, si nota una certa correlazione. Dove manca il lavoro, crescono astensionismo e voto di protesta”.

Che fase si apre adesso per la città?
“Per Napoli e i napoletani, spero che sia la fase della responsabili-tà e della concretezza. Soprattutto, mi auguro che de Magistris la smetta con questo isolamento che rischia di consegnare Napoli a un declino inesorabile”.

Il sindaco vuole chiamare il premier Matteo Renzi. Basterà?
“Ma il sindaco ha il dovere di dialogare con il presidente del Consiglio. Piuttosto, il fatto stesso che lo abbia annunciato dopo le elezioni, dimostra che il suo antirenzismo era solo una mossa per lucrare voti. E immagino continuerà in nome della sfida che intende lanciare a Renzi nel 2018. La città rischia di pagare la sua ambizione con scelte scellerate”.

Quali?
“Ha spaccato ed esasperato la città. Su Bagnoli si è mosso non con una visione strategica, ma per fini elettorali. Per non parlare della delibera sul referendum, un atto di gravità inaudita”.

Forza Italia riuscirà a fare opposizione a Napoli?

“Il partito è tutt’altro che moribondo. Resiste ed è ancora il perno della coalizione. Il 9.5 per cento di Napoli va valutato anche alla luce dei consensi di alcune liste civiche che sostenevano Lettieri “.

Lei farà la sua parte in consiglio comunale?
“Sono pronta ad assumermi questa responsabilità. Farò tutto il necessario per esercitare un’attività di opposizione seria e concreta nell’interesse della città”.

 

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