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L’Onu elogia l’Italia per la legge sullo stalking

venerdì, 27 gennaio 2012

Il Messaggero – 27 gennaio 2012 – di Giuseppe Recchia

Le sono stati sufficienti dodici giorni trascorsi nel nostro paese per avere un quadro abbastanza chiaro: “Purtroppo la violenza sulle donne resta un problema in Italia, in particolare quella esercitata tra le mura domestiche he spesso non viene denunciata a causa di un contesto caratterizzato da una società patriarcale e incentrato sulla famiglia”. Il relatore speciale dell’Onu per la violenza contro le donne, Rashida Manjoo, ha terminato ieri la sua missione conoscitiva, la prima di questo tipo in Italia, in base alla quale presenterà un rapporto al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel giugno prossimo.

La giurista sudafricana, incaricata nel 2009 dall’Onu di formulare analisi indipendenti su cause e conseguenze delle violenze di genere, apprezza le azioni intraprese dal precedente governo e in particolare la legge sullo stalking promossa dall’ex ministro Mara Carfagna, così come il piano sulla violenza contro le donne nel mercato del lavoro i piani. Ma rileva la cronica mancanza di fondi a disposizione dei centri antiviolenza, campi rom, carceri femminili e minorili, fino al Cie di Ponte Galeria, visitati tra Roma, Milano, Bologna e Napoli. E avverte: “Le sfide sono ancora tante, e l’attuale situazione politica ed economica dell’Italia non può essere usata come giustificazione per la diminuzione di attenzione e di risorse per la lotta contro la violenza sulle donne”.

Anche perché sulle prime conclusioni, illustrate ieri nella sede Onu di Piazza San Marco a Roma delineano un profilo non lusinghiero del nostro paese quanto ad esempio alla violenza domestica o alla situazione carceraria. Manjoo evidenzia: “La violenza domenica è la forma di violenza più pervasiva che continua a colpire le donne in Italia”: dal 2006 al 2010 le donne uccise da mariti, partner o qualche ex sono aumentate da 101 a 127, gran parte delle violenze non viene denunciata.

Il fenomeno peggiora tra le comunità nomadi o altre minoranze di immigrati. Il discorso vale pure per le badanti straniere. Merita infine un approfondimento la situazione nei penitenziari, “sovraffollati fino al 50% in più della capienza” dove le detenute hanno informato Manjoo delle “difficoltà di accesso alle opportunità di studio e di lavoro”.

Donne e giovani: niente lavoro

mercoledì, 2 novembre 2011

In Italia sale anche l`indice generale (8,3%). Tra le lavoratrici, una su due è rimasta a casa ROSAHL T.ALARIGO ROMA Come se non bastassero le valutazioni critiche a livello internazionale sulla situazione italiana, ieri è stato l`Istat a fornire altri numeri sull`Italia. E non sono per nulla rassicuranti. Il tasso di disoccupazione a settembre è arrivato all`8,3%, in aumento di 0,3 punti percentuali sia rispetto ad agosto che a settembre 2010: è il valore più alto da novembre 2010. Ancora più preoccupante la cifra relativa al tasso di disoccupazione giovanile che sale al 29,3%, record da gennaio 2004 (inizio delle serie storiche), con un aumento congiunturale di 1,3 punti percentuali, rispetto ad agosto. A calare è invece il tasso di occupazione (56,9%). La situazione non migliora se si allarga lo sguardo all`Europa.
I1 tasso dì disoccupazione nell`area euro torna ai massimi dal lancio della valuta unica: a settembre è risalita al 10,2 per cento, secondo una stima diffusa da Eurostat, dopo molti mesi in cui la disoccupazione era rimasta ferma al 10,1 per cento. L`ente di statistica comunitario conta 16 milioni 198 mila disoccupati nell`area valutaria.
Disoccupazione in aumento anche guardando all`Europa a 27. A settembre è salita al 9,7 per cento, con 23,264 milioni di disoccupati totali, dal 9,6 per cento del mese precedente. Secondo Eurostat, il mese scorso erano senza lavoro 23 milioni e 264mila persone, di cui 16 milioni e 198mila nell`area euro. Rispetto ad agosto, il numero delle persone disoccupate è aumentato di 174mi1a unità nei 27 e di 188mila nei 17 Paesi dell`eurozona. Tra i Paesi membri, il tasso di disoccupazione più basso è stato registrato in Austria (3,9%), Olanda (4,5%) e Lussemburgo (4,8%), mentre quello più alto in Spagna (22,6%), Grecia (17,6%, ma il dato è di luglio) e Lettonia (16,1%, il dato è relativo al secondo trimestre del 2011). Gravi sono i dati relativi `a giovani e donne. La quota di italiani senza lavoro under 25 (età compresa tra i 15 e i 24 anni) risulta anche tra le più alte in Europa. La Penisola si piazza al quarto posto dopo Spagna, Slovacchia e Irlanda. II tasso di disoccupazione giovanile, dunque, si colloca su livelli molto alti ed «i giovani – spiegano i tecnici dell`Istat – continuano ad essere penalizzati in termini di partecipazione al mercato del lavoro». La disoccupazione maschile in Italia cresce del 4,4% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei dodici mesi; anche il numero di donne disoccupate aumenta rispetto ad agosto (+3,1%) e su base annua (+3,8%).
La situazione italiana è rispecchiata anche guardando alle cifre dell`Europa:
su base annuale il tasso di disoccupazione tra gli uomini è rimasto stabile al 9,9% nell`area euro ed è sceso dal 9,6 al 9,5% nell`Ue a 27, quello tra le donne è cresciuto rispettivamente dal 10,4 al 10,6% e dal 9,7 al 9,9%.
«L`Italia avrà difficoltà a crescere fintanto che, come si evince dai dati Istat, metà della popolazione femminile continuerà a non avere un posto di lavoro e a non cercarlo» è il commento del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Che elenca le misure previste dal governo per contrastare il problema della disoccupazione:
«E` già stata siglata con i sindacati un`intesa perla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che consentirà maggiore flessibilizzazione del part time».
Considerato poi che il cuore del problema della scarsa occupazione femminile è nel Mezzogiorno, nel piano per il Sud sono stata inserite «misure che consentiranno, attraverso incentivi fiscali, la stabilizzazione di lavoratrici precarie in zone svantaggiate e maggiore diffusione dell`apprendistato», conclude il ministro. Di diverso avviso i sindacati che sono tutti concordi nel denunciare la gravità della situazione. Cisl e Uil mettono in guardia da riforme che facilitino i licenziamenti, invece di prevedere incentivi alle aziende per assumere.
Per il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni i dati di oggi certificano che siamo in presenza di «una seria emergenza nazionale, un vero e proprìo disastro cui si somma il fatto che la poca nuova occupazione è quasi totalmente precaria».

Contro gli abusi all’ infanzia, al Senato la Carta di Roma

mercoledì, 2 novembre 2011

Un forum internazionale per tutelare i bambini a rischio di abusi in tutto il mondo. Con un documento da approvare, la «Carta di Roma» che sarà adottato a livello internazionale da Governi, enti pubblici e privati e comunità religiose. Sarà il presidente Renato Schifani che giovedì aprirà in Senato i lavori di «The World’ s Children and the Abuse of Their Rights». Al Forum, che avrà l’ Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parteciperanno le più autorevoli organizzazioni mondiali, numerosi esponenti delle istituzioni e della società civile. Fra gli altri parteciperanno i ministri Francesco Nitto Palma, Roberto Maroni, Mara Carfagna, Franco Frattini (con un videomessaggio), poi il vicepresidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Mons. Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della Fede e Ernesto Caffo, Presidente SOS Il Telefono Azzurro Onlus. Il convegno è organizzato da SOS Il Telefono Azzurro Onlus e dall’ International Centre for Missing & Exploited Children (ICMEC), in collaborazione con l’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’ americana Mayo Clinic, per sensibilizzare l’ opinione pubblica e i leader mondiali della politica e della società sui temi dei diritti dell’ infanzia, progettando nuove strategie d’ intervento globale per contrastare gli abusi sui minori, fenomeno in continua crescita in tutto il mondo. A 20 anni dalla ratifica della Convenzione sui diritti del Fanciullo, l’ incontro è un’ importante occasione per mettere insieme le istituzioni politiche, i soggetti privati e la società civile ed elaborare una nuova strategia contro gli abusi all’ infanzia. «Oggi le sfide sono sempre più complesse – spiega il prof. Caffo – bisogna trovare modalità nuove con sistemi di allerta più efficaci per le situazioni di scomparsa di minori, con aiuti alle famiglie a cui è stato sottratto un bambino».

Carfagna: se Scajola punta alle poltrone non ha capito il momento storico

mercoledì, 12 ottobre 2011

“Tra di noi troppa superficialità Giulio doveva essere in aula”
Salvare il premier
Mettere da parte Berlusconi per fare entrare 1′Udc nel governo? No, sono contraria
ALBERTO D’ARMINO

ROMA—Ministro Carfagna, l’opposizione nella débade del governo alla Camera vede un dato politico. È d’accordo?

«Non leggerei quante accaduto in questa chiave. Ad esempio, si è detto che Bossi non ha votato perché era a parlare con i cronisti ed è chiaro che lui non farebbe mai mancare il sostegno al governo e che la sua assenza è un infortunio. La stessa cosa vale per altri. Francamente non vedo cospirazioni o complotti, ma al più la scarsa consapevolezza di ministri e deputati sull’importanza della loro presenza in aula per votare. A volte la superficialità fa gli stessi danni di un complotto, che in questo caso non c’è stato».

Molti suoi colleghi nel caso di Tremonti e Scajola la pensano diversamente.

«Le due assenze hanno un peso e un significato diverso. Innanzitutto quando c’è un provvedimento che riguarda il proprio dicastero è doveroso essere in aula. Detto questo non so perché Tremonti non ci fosse. Scajola invece era assente perché rientrava da un colloquio con Berlusconi».

Eppure è innegabile che tra fronde e mal di pancia il Pdl stia vivendo un momento molto delicato.

«I malesseri in un partito grande come il nostro sono fisiologici ma non per questo vanno sottovalutati. Si pongono questioni che, come dice anche Alfano, vanno affrontate e alle quali va dato il giusto peso. Di certo alcune frizioni sono state enfatizzate dalla stampa visto che poi gli interessati dicono che non vogliono mettere in discussione la tenuta della maggioranza e del governo».

In molti nel Pdl pensano che Scajola sia mosso dalla voglia di riconquistare peso nel Pdl o al governo. Concorda?

«Mi auguro che non sia cos1, non posso credere che un uomo della sua esperienza agisca per poltrone o strapuntini. Se così fosse dimostrerebbe di non aver capito il momento storico e politico che stiamo vivendo, spero che i problemi che pone siano rivolti solo a rendere il nostro partito più forte e radicato sul territorio».

Dopo il voto alla Camera nel Pdl in molti hanno ripreso a contestare Tremonti.

«Tremonti lo critico sul metodo: un ministro deve capire che non si può fare a meno della collegialità quando si affrontano scelte importanti come la manovra o il decreto sviluppo».

Si dovrebbe dimettere?

«In questo momento le dimissioni di Tremonti non risolverebbero i problemi. Credo invece che il governo debba andare avanti con compattezza e coesione misurandosi sui provvedimenti. Posso però dire che sono dispiaciuta dal fatto che frizioni spesso dovute a problemi caratteriali nascondano i provvedimenti del governo, ci impediscono di comunicare ai cittadini quello che facciamo».

Ora l’esecutivo per andare avanti dovrà chiedere una nuova fiducia a Montecitorio. È preoccupata?

«Tutte le volte che abbiamo chiesto il voto di fiducia siamo usciti rafforzati, quindi non temiamo questo passaggio. Quando l’opposizione chiede le dimissioni di Berlusconi lo fa solo per ottenere quel potere che tramite le elezioni non riesce ad avere».

Visti i numeri ballerini e le disfatte in aula sempre più ricorrenti, pensa sia necessario allargare la maggioranza all’Udc di Casini?

«Se per entrare al governo continua a chiedere di mettere da parte Berlusconi non posso che essere contraria. Detto questo, come Alfano anch’io credo che si debba lavorare al progetto di allargare il centrodestra per offrire agli elettori un unico blocco moderato oggi frammentato. Per questo in vista delle prossime elezioni è giusto avviare la costituente popolare per un centro-destra che si rifà al Ppe».

Da Repubblica

La Carfagna “Cinese”

sabato, 17 settembre 2011

E’ importante che sia in Italia che in Cina, come in tutto il resto del mondo, la strada dell’inclusione corra parallelamente a quella del rispetto dei diritti“. La necessità di questo doppio binario è stata evidenziata dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che, assieme a Song Xiuyan, segretario della Federazione Nazionale delle Donne Cinesi, ha fatto ieri gli onori di casa al Convegno “Lo sviluppo delle donne nell’epoca post-crisi. Sottolineando che “le donne sono elemento portante dell’economia e da loro passa lo sviluppo della società”, il ministro ha osservato che “le donne si troveranno a costruire la società del domani, dove integrazione è la parola d’ordine, insieme a flessibilità e dinamismo: quel dinamismo che è segno distintivo della Cina d’oggi”. (continua…)